Case green: Italia in ritardo e scatta l'infrazione

24 aprile 2026

I piani nazionali di ristrutturazione secondo la direttiva Case green sono in ritardo innescando una serie di procedure di infrazione per diversi Paesi membri dell'Europa, Italia compresa. La Commissione europea chiede agli Stati di presentare i piani, poichè il termine era fissato al 31 dicembre 2025. 

Procedura di infrazione per 19 Paesi europei

La Commissione europea ha deciso di avviare procedure di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora a 19 Paesi membri per la mancata presentazione del progetto nazionale di ristrutturazione edilizia.

Piani di ristrutturazione

Entro la scadenza, fissata per il 31 dicembre 2025, i Paesi membri avrebbero dovuto inviare i loro piani nazionali di ristrutturazione secondo alcuni obiettivi di lungo termine (fissati dalla Epbd, Energy performance of building directive), legati al taglio dei consumi medi degli immobili: riduzione del 16% entro il 2030, del 20-22% entro il 2035 con la totale decarbonizzazione entro il 2050. Questi obiettivi sono declinati in maniera differente in base alle specificità dei singoli Paesi. Gli Stati avrebbero dovuto mappare la situazione dei loro patrimoni immobiliari per poi ricevere una risposta dalla Commissione. Entro la fine del 2026, si arriverà alla versione definitiva del piano, che ci accompagnerà nel lungo percorso di attuazione della direttiva. 

L'importanza dei piani di ristrutturazione

La Commissione europea sottolinea che i piani sono uno strumento essenziale e strategico che consente agli Stati membri di trasformare il loro parco immobiliare in un bene decarbonizzato ad alte prestazioni ed efficiente sotto il profilo energetico entro il 2050. La richiesta di una tempestiva consegna dei piani permette alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, assicurando che i piani ultimati siano completi, attuabili e in linea con gli obiettivi aggiornati nazionali e dell'Unione Europea in materia di clima ed energia. La Commissione ora chiede agli Stati membri interessati di presentare i loro progetti senza ulteriori indugi: nello specifico si hanno ancora due mesi per rispondere alle lettere di costituzione in mora. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrebbe decidere di emettere un parere motivato e far avanzare la procedura di infrazione.

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