31 marzo 2025
PORDENONE – Il Tribunale di Pordenone ha stabilito che un condomino non può opporsi all’accesso alla propria unità immobiliare quando i lavori di consolidamento dell’edificio sono necessari per la sicurezza e la stabilità della struttura. Lo ha sancito la sentenza n. 178 del 21 marzo 2025, destinata a diventare un riferimento importante in materia condominiale. Il caso: Al centro della vicenda c’è un edificio condominiale dove si sono resi necessari interventi di consolidamento delle fondazioni e delle pareti laterali. Tuttavia, un condomino ha rifiutato di permettere l’ingresso agli operai, ostacolando l’esecuzione dei lavori. Il condominio ha quindi adito le vie legali per ottenere l’autorizzazione forzata all’accesso. La sentenza: Il giudice ha fatto riferimento all’articolo 843 del Codice Civile, secondo cui un proprietario è obbligato a consentire l’accesso alla propria unità quando ciò è indispensabile per eseguire interventi su parti comuni o su edifici confinanti. Nel caso specifico, una perizia tecnica ha confermato che l’intervento era fondamentale per la stabilità dell’edificio. Inoltre, la legittimità dell’opera era garantita da una delibera condominiale provvisoriamente esecutiva. Di fronte a tali evidenze, il tribunale ha giudicato infondato il rifiuto del condomino e ha ordinato l’accesso forzato ai locali per consentire l’esecuzione dei lavori. Un equilibrio tra diritti individuali e sicurezza collettiva: La decisione del tribunale ribadisce un principio chiave: il diritto di proprietà privata non può prevalere sull’interesse collettivo alla sicurezza dell’edificio. Il tribunale ha precisato che non si tratta di una servitù imposta, ma di un obbligo legato alla necessità di tutela del bene comune. L’accesso ai locali privati è dunque legittimo solo se gli interventi sono strettamente necessari per garantire la stabilità strutturale dello stabile.