27 febbraio 2026
Ecco il programma per il contrasto al disagio abitativo: si inizia con canoni calmierati per giovani, anziani e genitori separati ma ci saranno anche interventi sulle case popolari.
Il Piano casa, infatti, punta a 100mila nuove abitazioni, a prezzi accessibili, da destinare alle famiglie più in difficoltà nei prossimi 10 anni. Il premier Giorgia Meloni ha annunciato il Piano casa proprio per contrastare il disagio abitativo nel nostro Paese, un progetto molto ampio a cui ha lavorato insieme al ministro Salvini e con la collaborazione del ministro Foti e Confindustria. Proprio da quest'ultima e dal suo presidente Emanuele Orsini sono arrivate le prime sollecitazioni su questo tema, fino alla prima presentazione nel 2024, della proposta di un piano per l'abitare sostenibile.
La strategia del governo porterà all'approvazione di un Dpcm che dovrà contenere i dettagli del piano e sul quale proprio l'ultima legge di Bilancio ha dato alcune indicazioni specifiche. Si lavorerà al recupero e alla realizzazione di alloggi da destinare al rent to buy (ossia la locazione a canone agevolato finalizzata al successivo acquisto) per giovani, giovani coppie e genitori separati. Inoltre, è prevista la realizzazione e l'adeguamento di unità immobiliari di edilizia sociale per persone anziane, associati anche a contratti di permuta immobiliare. Un esempio: scambiare case grandi e ormai inadeguate per le spese eccessive con immobili più piccoli e accessibili.
A questi 100mila immobili saranno affiancate le case popolari vere e proprie, dedicate alle fasce di popolazione più indigenti. In questo momento, in lista d'attesa per le case popolari ci sono circa 250mila famiglie. Tenuto conto che molti richiedenti potrebbero avere accesso anche al canone calmierato si potrebbe calcolare il fabbisogno di case popolari intorno alle 100mila abitazioni. In realtà, proprio 100mila sono gli immobili già esistenti e potenzialmente utilizzabili ma vuoti perchè bisognosi di manutenzione oppure abusivamente occupati.