Telecamere e priavcy in condominio: le regole da seguire

02 gennaio 2026

Quando si vogliono installare delle telecamere in condominio che riprendono la propria proprietà non è necessario apporre cartelli di segnalazione, infatti secondo il Tribunale di Catania (nella sentenza 4562/2025) il privato può anche ancorare l'impiantistica utile al supporto della telecamera sulle parti comuni purchè segua determinate regole:

- comunicare all'amministratore di condominio l'installazione della suddetta telecamera;

- non ci siano  modifiche d'uso dell'area dov'è collocata la telecamera;

- non deve impedire agli altri condomini di fare uso dell'area;

- non deve pregiudicare il decoro architettonico dell'edificio.

La sentenza del Tribunale di Catania risponde a un'opposizione alla delibera che aveva disposto la rimozione delle telecamere installate da una coppia di condomini che avevano subito numerosi furti. Le telecamere erano tutte direzionate verso parti di immobile di proprietà dei condomini installatori. Nonostante le altre parti non venissero riprese, gli altri proprietari si erano opposti all'installazione aggrappandosi a due motivazioni: 

- le telecamere non erano segnalate;

- le telecamere erano situate su supporti che occupavano il muro condominiale.

I giudici hanno precisato che per un impianto di videosorveglianza privato non è necessario apporre cartelli informativi a patto che le telecamere siano puntate esclusivamente sulla proprietà e non invadano le aree comuni o la privacy altrui. Se. altrimenti, le telecamere inquadrano aree comuni diventa obbligatorio apporre cartelli informativi con l'indicazione del titolare, le finalità e il periodo di conservazione dei dati e i diritti degli interessati secondo le linee guida del Garante della privacy.

In conclusione: gli impianti che i condomini installano all'interno delle proprie unità immobiliari e relative pertinenze non richiedono alcun via libera dell'assemblea.


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